“Un’offerta al bacio” di Tre. Sbaglio o il bacio non è per me?

All’inizio della settimana mi è giunta una lettara da parte di H3G Italia, meglio conosciuta come Tre.

Nella lettera venivo informato che ero stato promozionato per “un’offerta al bacio” riservata solo alle persone che hanno ricevuto la comunicazione come me.
L’offerta, sicuramente niente male, avrebbe previsto la tariffa di 7 centesimi per ogni minuto di chiamata (con scatto di 15 cents) e per ogni sms il tutto per 90 giorni. Oltre alla tariffa speciale sarebbe stato previsto un rimborso di tutte le ricariche effettuate tra marzo e maggio: ogni ricarica fatta concorreva all’aumento di un bonus, di egual valore della ricarica, per chiamare tutti i numeri 3 e tutti i numeri fissi.

Perchè parlo al condizionale passato? Semplice, il numero di telefono promozionato e specificato sulla lettera non è mio e non ho nemmeno idea di chi sia. Per un attimo ho creduto che qualche dealer disonesto mi avesse intestato usim a mia insaputa, ma facendo una visita su uno dei principali forum riguardante H3G ho notato che il problema è generalizzato in tutta Italia.

Palese errore nella gestione delle anagrafiche, tanto grave da arrivare ad inviare le lettere anche a chi aveva espresso il rifiuto a ricevere offerte commerciali.

Ai clienti alla quale è arrivata la lettera con numerazione errata nella giornata di oggi è stato spedito un sms:

Causa errore di stampa potrebbe ricevere una lettera promozionale da parte di 3 contenente informazioni inesatte. La invitiamo a non prenderla in considerazione.

Ai dealer sommersi da clienti alquanto perplessi è stata rilasciata questa FAQ:

FAQ per gestione Clienti erroneamente destinatari del mailing

  • A)Ma esistono dei numeri attivati sulla mia anagrafica di cui io non sono a conoscenza? No, la lettera è stata recapitata al suo indirizzo ma il numero di telefono che è stato riportato per errore non è il suo
  • B)Ma anche io avrò attiva la promozione descritta sul mio numero di telefono? No l’offerta è riservata ad alcuni clienti. (vedi punto D)
  • C)Ma perché non avendo prestato il consenso ho comunque ricevuto una comunicazione commerciale? Prima di inviare qualsiasi comunicazione vengono sempre effettuate delle verifiche per rispettare la scelta dei clienti che come lei non desiderano ricevere comunicazioni commerciali. In questo caso si è verificato un errore sui sistemi che ha annullato i controlli ordinari. Le confermo che per future eventuali comunicazioni, terremo sempre in considerazione la sua volontà circa il trattamento dei dati
  • D)Perché riservate le promozioni solo ad alcuni clienti? 3 effettua con continuità promozioni diverse sui propri clienti, coinvolgendo di volta in volta clienti diversi. 3 non mancherà di riservarle in futuro nuove attività promozionali
  • E)Ho visto che esiste una tariffa più vantaggiosa della mia….7c€ per SMS e al minuto verso tutti…posso averla anche io visto che è più vantaggiosa della mia attuale? Mi dispiace ma è un’opzione tariffaria e non posso attivarla, ma se vuole possiamo trovare insieme il piano tariffario più in linea con le sue esigenze

E’ stato inoltre chiarito che sono i numeri ad essere promozionati e non l’anagrafica.
Che un errore così pesante e pericoloso per la privacy dei clienti passi inosservato alle autorità?

 

Pubblicato il decreto legge per l’abolizione dei costi di ricarica

Nella Gazzetta Ufficiale 26 del 1 Febbraio 2007 sono stati pubblicati gli articoli del decreto legge, relativo all’abolizione di ostacoli allo sviluppo economico e all’introduzione di misure di garanzia per i  diritti dei consumatori, chiamato anche “pacchetto Bersani”.

I primi 4 articoli sono relativi agli operatori telefonici, di reti televisive e di comunicazione elettronica:

  1. [...]è vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l’applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto,  nonchè la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato.[...]
  2. L’offerta delle tariffe dei differenti operatori della telefonia deve  evidenziare  tutte le voci che compongono l’effettivo costo del traffico  telefonico, al fine di consentire ai singoli consumatori un adeguato confronto.
  3. I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di  reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono  prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi  non giustificati da esigenze  tecniche e senza spese non giustificate da costi dell’operatore e non possono imporre un obbligo  di preavviso superiore a trenta  giorni.[...]
  4. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni stabilisce le modalità attuative delle disposizioni di cui al comma 2 e applica le relative sanzioni.

L’entrata in vigore del decreto è ufficialmente oggi  febbario 2007, giorno successivo alla data di pubblicazione in Gazzetta. Gli operatori avranno 30 giorni di tempo per adeguarsi alle nuove norme.

Come già spiegato nel precedente post sul “pacchetto Bersani” il decreto, se non convertito in legge entro 60 giorni decadrà.
Un dubbio mi rimane, perché il governo ha pensato alla durata dei contratti e ai costi di ricarica ma non ha minimamente sfiorato la TCG (Tassa di Concessione Governativa)?

 

Il CdM approva il decreto legge per l’abolizione dei costi di ricarica

Non si dovrà più attendere il verdetto della consultazione pubblica indetta dall’Authority delle comunicazioni, che avrebbe dovuto decidere in Febbraio sull’abolizione dei costi di ricarica dei cellulari: il governo Prodi ha da poche ore approvato un decreto di urgenza, per la tutele dei consumatori, che contiene anche norme a riguardo delle schede prepagate per cellulari.

I punti, nell’ambito della telefonia cellulare, che il decreto va a modificare sono:

  • Stop ai costi fissi e ai contributi per la ricarica di carte prepagate (anche via bancomat o in forma telematica) aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto.
  • Il credito telefonico delle carte prepagate non può più avere una scadenza (oggi è generalmente pari a 12 mesi)
  • Le offerte tariffarie dei differenti operatori della telefonia mobile devono evidenziare tutte le voci che compongono l’effettivo costo del traffico telefonico per consentire ai consumatori un adeguato confronto.
  • Salta l’obbligo per gli utenti di restare fedeli agli operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata: i contratti di adesione stipulati con tali operatori devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto in qualsiasi momento e senza spese non giustificate da costi dell’operatore (alcuni operatori oggi impongono la fornitura del servizio per 12 mesi). Gli operatori non possono, inoltre, imporre un obbligo di preavviso superiore a 30 giorni.

Gli operatori telefonici dovranno adeguare sia le loro offerte commerciali, sia i contratti già stipulati entro i 30 giorni dalla pubblicazione in gazzetta Ufficiale del decreto in oggetto. Spetterà all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni il compito di stabilire le modalità attuative di queste nuove disposizioni e di applicare le sanzioni in caso di inosservanza.
Vista l’esistenza di ricariche Maxxi, Power ecc (quelle con maggiore credito telefonico rispetto al costo nominale) a scadenza molto ravvicinata dall’atto di ricarica e dei contratti con durata minina di 12 o 24 mesi è molto probabile che gli operatori faranno ricorso contro il decreto davanti a Tar, Consiglio di Stato e Corte europea,.
E’ da sottolineare che, essendo un decreto legge, se non verrà convertito in legge entro 60 giorni decadrà obbligando poi a passare dal normale iter legislativo per l’attuazione delle nuove norme.

 

Costi di ricarica dei cellulari: avviata una consultazione pubblica

Riporto il comunicato stampa di ieri 13 Dicembre

Oggi, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha esaminato gli esiti dell’indagine conoscitiva sui servizi di telefonia mobile con ricarica del credito ed ha deciso di promuovere un intervento regolamentare a tutela degli utenti attraverso lo svolgimento – ai sensi di legge – di una consultazione pubblica della durata di 30 giorni. A conclusione di tale consultazione, sarà assunta la decisione finale.

Obiettivo della nuova struttura tariffaria è garantire la massima trasparenza e tutelare le fasce sociali più deboli, che sono quelle che oggi subiscono il maggiore aggravio del costo.

Qualche giorno fa, il 7 Dicembre per la precisione, in un articolo di Repubblica è stato riportato un passo di Calabrò (presidente dell’Autority) durante il suo intervento al programma “Consumi&Costumi” di Repubblica Tv:

Non posso anticipare le decisioni del consiglio – ha affermato oggi Calabrò – ma presto imporremo che questo scalino venga appianato. Noi non possiamo abolire i costi di ricarica, perché siamo in una economia di mercato. Se i gestori hanno dei costi è giusto che siano remunerati, ma non accentuati a scapito di giovani o anziani. Questa accentuazione anomala è una gobba che noi spianeremo

La puntata di “Consumi&Costumi” del 7 Dicembre è disponibile per il download.

 

Marcia indietro sulle tecnologie mobili

L’utilizzo di Internet da cellulare, o smartphone che sia, è in forte crescita (indagine 3G.co.uk Novembre 2006) grazie anche alle tariffe (semi flat) a costi accettabili.

Nell’ultimo periodo abbiamo assistito ad un massiccio bombardamento da parte di spot Vodafone che pubblicizavano il 3G come alternativa all’ADSL casalinga. Tutti gli operatori italiani propongono tariffe simil flat che comprendono l’utilizzo della rete 3G.
Sembra, però, che si stiano accorgendo che tramite il 3G, l’utente riesce a risparmiare troppi soldi.
Ecco un paio di articoli da leggere: Nokia e il VoIP e operatori mobili contro Google Maps.

Sempre su queste linee, è di oggi la notizia che il Tribunale di Roma ha bocciato l’offerta Vodafone per la portabilità del numero fisso su una SIM mobile. Un brutto segno per chi si aspettava una rivoluzione del settore.