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	<title>Matteo Carli &#187; Linux</title>
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	<description>caffeina e passione</description>
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		<title>PHP filesystem attack vector</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 12:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Carli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa il team USH ha rilasciato una advisory, a firma di Francesco &#8216;ascii&#8217; Ongaro e Giovanni &#8216;evilaliv3&#8242; Pellerano, a riguardo di alcune vulnerabilitÃ  riscontrate in alcune funzioni di PHP per l&#8217;accesso al filesystem; nello specifico alle funzioni della famiglia include e require. I problemi identificati portano un attaccante a poter gestire un Local [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa il team <a href="http://www.ush.it">USH</a> ha rilasciato una advisory, a firma di <a href="http://www.ush.it/staff/francesco-ascii-ongaro/">Francesco &#8216;ascii&#8217; Ongaro</a> e <a href="http://www.evilaliv3.org/">Giovanni &#8216;evilaliv3&#8242; Pellerano</a>, a riguardo di alcune vulnerabilitÃ  riscontrate in alcune funzioni di PHP per l&#8217;accesso al filesystem; nello specifico alle funzioni della famiglia include e require.<br />
I problemi identificati portano un attaccante a poter gestire un Local File Inclusion in piena autonomia, bypassando filtri, prefissi o suffissi hardcoded all&#8217;interno della chiamata alla funzione.</p>
<p>Nel dettaglio si tratta di due scoperte distinte, che se usate in accoppiata permettono di fare truncation del path in modo da aprire un file arbitrario presente sul filesystem del sistema o all&#8217;interno della open_basedir se configurata.</p>
<p>Consiglio di leggere <a href="http://www.ush.it/2009/02/08/php-filesystem-attack-vectors/">l&#8217;advisory completa</a> e magari <a href="http://seclists.org/fulldisclosure/2009/Feb/0079.html">il thread dedicato su Full Disclosure.</a></p>
<hr />
<p><small>Â© <a href="http://www.matteocarli.com">Matteo Carli</a> - <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">Creative Commons 2.5 (by-nc-sa)</a></small></p>]]></content:encoded>
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		<title>Dopo tanto tempo</title>
		<link>http://www.matteocarli.com/2007/10/dopo-tanto-tempo.html</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 08:26:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Carli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo tanto tempo mi trovo a scrivere su questo spazio; Ã¨ passato piÃ¹ di un mese dall&#8217;ultimo post pubblicato. Causa di tutto questo gli impegni che, dalla fine dell&#8217;estate, hanno avuto un impennata esponenziale. Solo ultimamente riesco ad organizzare il (poco) tempo libero in maniera ottimale. Nel frattempo si Ã¨ svolto anche l&#8217;ESC e l&#8217;hackit_07. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tanto tempo mi trovo a scrivere su questo spazio; Ã¨ passato piÃ¹ di un mese dall&#8217;ultimo post pubblicato.</p>
<p>Causa di tutto questo gli impegni che, dalla fine dell&#8217;estate, hanno avuto un impennata esponenziale. Solo ultimamente riesco ad organizzare il (poco) tempo libero in maniera ottimale.</p>
<p>Nel frattempo si Ã¨ svolto anche l&#8217;<a href="http://www.endsummercamp.org">ESC</a> e l&#8217;<a href="http://www.hackmeeting.org">hackit_07</a>.<br />
Andiamo con ordine: all&#8217;ESC ho parlato di &#8220;<a href="http://www.matteocarli.com/2007/09/allesc-di-sabato-parlo-di-googletistic-e-sicurezza-della-blogosfera-italiana.html">GoogleTistic e WordPressTistic</a>&#8221; insieme a Matteo Flora, non posso negare che Ã¨ stata una bella esperienza e spero che abbia seguito a prossime manifestazioni: stay tuned. Le slides verranno pubblicate a breve.<br />
Essendo la mia prima presenza a questa manifestazione non posso fare considerazioni, ma per quel poco che sono stato ho apprezzato lâ€™<a href="http://flickr.com/photos/tags/hackit2007/">atmosfera dell&#8217;hackIT_07</a>: organizzazione, voglia di sperimentare e sopratutto non mi sembra di aver notato dei montati. Stando alle <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&amp;ID_articolo=424&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">cronache dell&#8217;anno passato</a>, quest&#8217;anno direi che, fortunatamente, i connotati filo-politici erano meno marcati. Vado a questo genere di eventi per parlare con amici, tecnici, smanettoni, ecc.. e la politica Ã¨ bene lasciarla a casa.</p>
<p><img src="/files/2007/linux_day_2007.png" title="Linux Day 2007" alt="Linux Day 2007" align="left" height="218" width="147" />Parlando invece di eventi futuri ricordo a tutti che tra poco piÃ¹ di una settimana si terrÃ  il <a href="http://www.linuxday.it">Linux Day 2007</a>. Sabato 27 Ottobre  si svolgerÃ  in contemporanea in 106 cittÃ  italiane la manifestazione nazionale articolata in eventi locali che ha lo scopo di promuovere Linux e il software libero. Il Linux Day Ã¨ promosso da ILS (Italian Linux Society) e organizzato localmente dai LUG italiani e dagli altri gruppi che condividono le finalitÃ  della manifestazione.<br />
Per il terzo anno consecutivo sto aiutando il <a href="http://www.lug-acros.org">LUG ACROS</a> nell&#8217;organizzazione dell&#8217;evento che si svolgerÃ  a <a href="http://www.lug-acros.org/dove_siamo">Querceta (LU)</a>. In quella giornata terrÃ² un seminario su Drupal: un CMS scritto in PHP rilasciato con GNU GPL.</p>
<p>Passando a tutt&#8217;altro argomento va un particolare ringraziamento a <a href="http://blogs.technet.com/feliciano_intini/">Feliciano Intini</a> e <a href="http://blogs.msdn.com/mariofontana/default.aspx">Mario Fontana</a>, che mi hanno fatto una gradita sorpresa: da pochi giorni appaio nella <a href="http://blogs.technet.com/feliciano_intini/pages/recensioni-dei-security-blog-italiani.aspx">lista dei security blog italiani</a> creata da Feliciano, grazie per la fiducia!</p>
<hr />
<p><small>Â© <a href="http://www.matteocarli.com">Matteo Carli</a> - <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">Creative Commons 2.5 (by-nc-sa)</a></small></p>]]></content:encoded>
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		<title>Buio e silenzio di Skype</title>
		<link>http://www.matteocarli.com/2007/08/buio-e-silenzio-di-skype.html</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Aug 2007 11:49:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Carli</dc:creator>
				<category><![CDATA[(In)Sicurezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Non ne ho voluto parlarne subito per poter avere degli elementi in piÃ¹. Ora forse Ã¨ anche troppo tardi, ma si sa, il rientro dalle ferie Ã¨ sempre difficile. Penso che in pochi non lo sappiano: dal 16 Agosto, per due giorni, c&#8217;Ã¨ stato un black-out dei server di login di Skype che hanno comportato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ne ho voluto parlarne subito per poter avere degli elementi in piÃ¹. Ora forse Ã¨ anche troppo tardi, ma si sa, il rientro dalle ferie Ã¨ sempre difficile.<br />
Penso che in pochi non lo sappiano: dal 16 Agosto, <strong>per due giorni</strong>, c&#8217;Ã¨ stato un black-out dei server di login di Skype che <strong>hanno comportato l&#8217;impossibilitÃ  di connettersi a milioni di utenti</strong>. Per la cronistoria c&#8217;Ã¨ il <a href="http://heartbeat.skype.com/2007/08/problems_with_skype_login.html">primo avvertimento dato da skype</a>, <a href="http://heartbeat.skype.com/2007/08/update_at_midnight_gmt.html">il suo aggiornamento</a> e addirittura <a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/skype-find/stop/stop.html">un articolo di Repubblica</a> arrivato con la dovuta calma.</p>
<p>Dal <a href="http://heartbeat.skype.com/2007/08/what_happened_on_august_16.html">comunicato ufficiale</a> (disponibile anche <a href="http://share.skype.com/sites/it/2007/08/che_cosa_e_accaduto_il_16_di_a.html">in italiano</a>) si apprende come:</p>
<blockquote><p>The disruption was triggered by a massive restart of our usersâ€™ computers across the globe within a very short timeframe as they re-booted after receiving a routine set of patches through Windows Update.</p></blockquote>
<blockquote><p>The high number of restarts affected Skypeâ€™s network resources. This caused a flood of log-in requests, which, combined with the lack of peer-to-peer network resources, prompted a chain reaction that had a critical impact.</p></blockquote>
<p>Questo Ã¨ il grafico creato con l&#8217;aggregazione dei <a href="http://share.skype.com/stats_rss.xml">dati ufficiali rilasciati da Skype</a>: <a href="http://www.flickr.com/photos/matteocarli/1224120773/" title="Photo Sharing"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1139/1224120773_821850e652.jpg" alt="Skype online-user on 16th August" height="264" width="500" /></a></p>
<p>Come si puÃ² vedere la discesa del numero di utenti connessi alla rete P2P (che forse non Ã¨ cosÃ¬ tanto P2P) Ã¨ iniziata intorno <strong>alle 9:30AM (GMT) di GiovedÃ¬ 16 Agosto.</strong><br />
<strong>Microsoft ha rilasciato le patch MartedÃ¬ 14 Agosto</strong>, ben due giorni prima del down dei server di Skype. Mi verrebbe da pensare che essendo vicino a Ferragosto molti utenti (casalinghi per la maggior parte) abbiano installato le patch solamente il 16 Agosto scorso, ma dalle statistiche Skype <a href="http://www.flickr.com/photos/matteocarli/1224750169/">si vede come il 15 Agosto erano circa 700.000 gli utenti in meno</a> in confronto al giorno precedente. CiÃ², secondo me, non puÃ² giustificare un calo improvviso di &#8220;supernodi&#8221; imputabile al riavvio dopo l&#8217;installazione delle patch. In piÃ¹ come fa notare <a href="http://blogs.securiteam.com/index.php/archives/983">un post su Security Team</a> solo una patch, tra quelle rilasciate da Microsoft, potrebbe richiedere il riavvio del sistema.</p>
<p><strong>Il 17 Agosto Ã¨ comparso su un sito di sicurezza Russo</strong> (http://en.securitylab.ru/poc/extra/301419.php) <strong>un exploit</strong> che prometteva un DoS verso i server di Skype passando da riga di comando un numero di telefono arbitrario direttamente al client. Grazie anche all&#8217;<a href="http://www.ush.it/2007/08/18/why-the-skype-0day-exploit-is-a-fake/">ottima analisi di ascii</a> si Ã¨ capito che tale codice non era altro che un fake.<br />
CiÃ² non significa che l&#8217;exploit non esista proprio, magari era stato rilasciato da qualcuno che ne aveva sentito parlare &#8220;nell&#8217;ambiente&#8221; ma che non ha avuto le capacitÃ  per riprodurlo.</p>
<p>Guarda caso, sempre <strong>il 17 Agosto, Ã¨ stata rilasciata anche una nuova versione di Skype</strong>: <a href="https://developer.skype.com/WindowsSkype/ReleaseNotes#head-0b8ef5c08caff0c09ee3918fbab0a5de5056e841">3.5.0.214</a>.</p>
<p>Nel primo comunicato, Skype, ha ammesso che oltre ad essersi presentata una situazione particolare nella propria rete P2P, era emerso un bug finora non conosciuto:</p>
<blockquote><p>Normally Skype&#8217;s peer-to-peer network has an inbuilt ability to self-heal, however, this event revealed a previously unseen software bug within the network resource allocation algorithm which prevented the self-healing function from working quickly.</p></blockquote>
<p>Nel secondo comunicato Ã¨ stato chiarito che Ã¨ stata migliorata la resilienza del software stesso:</p>
<blockquote><p>The parameters of the P2P network have been tuned to be smarter about how similar situations should be handled. Once we found the algorithmic fix to ensure continued operation in the face of high numbers of client reboots, the efforts focused squarely on stabilising the P2P core.</p></blockquote>
<p>Ognuno tragga le proprie conclusioni, perchÃ¨ dalle spiegazioni generiche che ha dato Skype, si capisce solo che non gradiscono la full-disclosure. Vedo che anche <a href="http://www.kill-9.it/blog/index.php/2007/08/17/il-silenzio-di-skype/">zen la pensa come me</a>.</p>
<hr />
<p><small>Â© <a href="http://www.matteocarli.com">Matteo Carli</a> - <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">Creative Commons 2.5 (by-nc-sa)</a></small></p>]]></content:encoded>
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		<title>Net&amp;System Security 2007: analisi e vulnerabilitÃ  dei sistemi informatici</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jul 2007 08:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Carli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[@Systemgroup, una collaborazione tra @System e Bitflow, organizza il V Convegno Net&#38;System Security &#8211; analisi e vulnerabilitÃ  dei sistemi informatici. L&#8217;evento avrÃ  luogo il 27 Novembre 2007 presso il Palazzo dei Congressi di Pisa, e vedrÃ  la partecipazione di alcuni esperti e delle maggiori aziende leader del settore della sicurezza informatica. Nell&#8217;ambito del convegno si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.atsystemgroup.org/"><img title="Net and System security" src="/files/2007/nss07-ita.png" alt="Net and System security" align="left" />@Systemgroup</a>, una collaborazione tra <a href="http://www.atsystem.org/">@System</a> e <a href="http://www.bitflow.it/"> Bitflow</a>, organizza il <a href="http://www.atsystemgroup.org/convegni/nss07">V Convegno Net&amp;System Security</a> &#8211; analisi e vulnerabilitÃ  dei sistemi informatici. <strong>L&#8217;evento avrÃ  luogo il 27 Novembre 2007 presso il Palazzo dei Congressi di Pisa</strong>, e vedrÃ  la partecipazione di alcuni esperti e delle maggiori aziende leader del settore della sicurezza informatica.</p>
<p>Nell&#8217;ambito del convegno si terra&#8217; la seconda edizione del <a href="http://www.atsystemgroup.org/convegni/nss07/call+for+paper"> Call For Paper</a>, per cui sono previste due categorie di partecipazione; &#8220;Professional&#8221; e &#8220;Student&#8221;.</p>
<p>Tutti i paper selezionati saranno inseriti negli atti del convegno ed avranno il valore di una pubblicazione scientifica. Inoltre, agli autori dei migliori elaborati sara&#8217; data la possibilitÃ  di presentarli durante l&#8217;evento.</p>
<p>Al vincitore di ogni categoria sarÃ  assegnato il riconoscimento come &#8220;Best Paper Award&#8221;, e per l&#8217;autore dell&#8217;elaborato piu&#8217; meritevole della categoria &#8220;Student&#8221; Ã¨ prevista l&#8217;assegnazione di un celluare Linux-Based <a href="http://www.openmoko.com/products-neo-advanced-00-develkit.html">&#8220;Neo1973 Advanced Edition&#8221;</a> .</p>
<p>La partecipazione al <span>CfP</span> Ã¨ gratuita. Maggiori informazioni sono disponibili alla <a href="http://www.atsystemgroup.org/it/convegni/nss07/call+for+paper/regolamento">sezione dedicata</a> presente sulla pagina web del convegno.</p>
<hr />
<p><small>Â© <a href="http://www.matteocarli.com">Matteo Carli</a> - <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">Creative Commons 2.5 (by-nc-sa)</a></small></p>]]></content:encoded>
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		<title>Windows indicato come sistema operativo piÃ¹ sicuro</title>
		<link>http://www.matteocarli.com/2007/03/windows-indicato-come-sistema-operativo-piu-sicuro.html</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2007 21:56:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Carli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia proviene dall&#8217;undicesimo Symantec Internet Security Threat Report. L&#8217;analisi rilasciata da Symantec prende in esame le vulnerabilitÃ  (inclusi quelli dei sistemi operativi) degli ultimi sei mesi del 2006. Durante questo periodo 39 vulnerabilitÃ , 12 delle quali gravi, sono state scoperte in Microsoft Windows. Il tempo medio impiegato per il rilascio di patch, da parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia proviene dall&#8217;<a href="http://eval.symantec.com/mktginfo/enterprise/white_papers/ent-whitepaper_internet_security_threat_report_xi_03_2007.en-us.pdf">undicesimo Symantec Internet Security Threat Report</a>. L&#8217;analisi rilasciata da Symantec prende in esame le vulnerabilitÃ  (inclusi quelli dei sistemi operativi) degli ultimi sei mesi del 2006.<br />
Durante questo periodo 39 vulnerabilitÃ , 12 delle quali gravi, sono state scoperte in Microsoft Windows. Il tempo medio impiegato per il rilascio di patch, da parte di Microsoft, Ã¨ di 21 giorni. Nel primo semestre 2006 le vulnerabilitÃ  segnalate sono state 22 con 13 giorni medi per il rilascio delle patch.<br />
Al secondo posto della classifica si trova Red Hat Linux con 208 vulnerabilitÃ , di cui 2 gravi e 58 giorni di media per il rilascio dei fix. Nella prima metÃ  del 2006 il numero dei bug segnalati in RHL sono stati 42 con 13 giorni medi per il fix.<br />
<a href="http://www.internetnews.com/security/article.php/3667201">La classifica continua</a> con Mac OS X e HP-UX.</p>
<p>Sono sicuro che gli investimenti di Microsoft, fatti negli utlimi anni, abbiano contribuito a rendere piÃ¹ sicuri prodotti come Windows XP (SP2) e Windows Vista.<br />
Da una <a href="http://www.csoonline.com/pdf/Vista_Vuln_Report.pdf">ricerca fatta da Jeff Jones</a>, rilasciata il giorno dopo quella di Symantec, Vista si Ã¨ dimostrato piÃ¹ sicuro nei 90 giorni successivi al lancio sul mercato rispetto a XP.<br />
Anche in questo documento viene messo a confronto Windows con sistemi come Red Hat Linux (Workstation 4), Ububtu (6.06 TLS), SUSE (Desktop 10) e altri.<br />
Le ricerche di Symantec e di Jones non riportano la lista delle vulnerabilitÃ  prese in esame per le loro statistiche, cosÃ¬ ho deciso di percorrere a ritroso la lista su Secunia, per <a href="http://secunia.com/product/10611/?task=advisories_2006">Ubuntu</a> le parti interessate sono: mono, gdm, kernel, ruby, gpg, ecc&#8230;<br />
Nella <a href="http://secunia.com/product/22/?task=advisories_2006">lista di Windows XP Pro</a> si trovano (sempre in ordine cronologico inverso):  CSRSS (kernel), NetrWkstaUserEnum (kernel), CSRSS (kernel), Outlook Expres, CSRSS (kernel), ecc&#8230;</p>
<p>Non ci vuole molte a capire che il tipo di vulnerabilitÃ  dei due sistemi operativi sono completamente differenti; nella prima lista sono presenti maggiormente funzionalitÃ  non facenti parte del Kernel essendo applicazioni di terze parti, la seconda lista invece riporta problemi relativi al kernel di Windows.<br />
Com&#8217;Ã¨ possibile mettere a confronto un sistema operativo, come Ubuntu, che fornisce nativamente circa 10.000 pacchetti con uno come Windows che ne fornisce si e no 20? </p>
<p>In questa gara non ci sono vincitori, ma solo vinti.</p>
<hr />
<p><small>Â© <a href="http://www.matteocarli.com">Matteo Carli</a> - <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">Creative Commons 2.5 (by-nc-sa)</a></small></p>]]></content:encoded>
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		<title>Phishing diretto alle e-mail specificate nei WHOIS server</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 23:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Carli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni blog di sicurezza negli ultimi giorni stanno ponendo l&#8217;attenzione su una e-mail, che tramite phishing, si propone come un controllo dell&#8217;ISP che ospitata il proprio dominio. Gli attacker prendendo le e-mail di contatto specificate nei WHOIS dei domini spediscono una richiesta, in inglese, che inivta ad caricare sul proprio spazio uno script in php [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bleedingthreats.net/index.php/2007/02/13/guardzip-phish-very-targeted-sig-available/">Alcuni blog</a> di sicurezza negli ultimi giorni stanno ponendo l&#8217;attenzione su una e-mail, che tramite phishing, si propone come un controllo dell&#8217;ISP che ospitata il proprio dominio.</p>
<p>Gli attacker prendendo le e-mail di contatto specificate nei WHOIS dei domini spediscono una richiesta, in inglese, che inivta ad caricare sul proprio spazio uno script in php (offuscato) che, secondo quanto scoperto dalle prime indagini, raccoglie informazioni sul sistema, apre una shell e installa un bot IRC scritto in Perl.</p>
<p>Solitamente il mittente, falsificato, Ã¨ il proprio ISP, ma sono state rilevate anche varianti con mittente lo US FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation).</p>
<p>I file php allegati che sono stati rilevati fin ora sono:</p>
<ul>
<li><strong>webguard.php</strong>, size 130990 bytes, MD5: 1071956063131f0fd178ace92ab526bb e SHA1: c47dd28e336030e3d940b66e2884aba91124a831</li>
<li><strong>vprotect.php</strong>, size: 156686 bytes, MD5: 43f3c330f6e85943fd4a60c3b89787e2 e SHA1: d58bcb698417cbcf005a0e26e9e962a5097892d9</li>
</ul>
<p>Quello che segue Ã¨ una delle varianti della mail:</p>
<blockquote><p>Dear #Nome dell&#8217;ISP# valued Members</p>
<p>Regarding our new security regulations, as a part of our yearly maintenance we have provided a security guard script in the attachment.</p>
<p>So, to secure your websites, please use the attached file and (for UNIX/Linux Based servers) upload the file &#8220;guard.php&#8221; in: &#8220;./public_html&#8221;</p>
<p>or (for Windows Based servers which use ASP) upload the file &#8220;guard.asp&#8221; in: &#8220;./wwwroot&#8221; in your site.</p>
<p>If you do not know how to use it, you can use the following instruction:</p>
<p>For Unix/Linux based websites that use PHP/CGI/PERL:<br />
1) Download the attachment named &#8220;guard.zip&#8221;<br />
2) Extract file &#8220;guard.php&#8221;<br />
3) Login to your site Control panel.<br />
4) Open &#8220;File Manager&#8221; window.<br />
5) Go through &#8220;Public_html&#8221; or &#8220;htdocs&#8221;<br />
6) Choose &#8220;Upload Files&#8221;<br />
7) Upload the file &#8220;guard.php&#8221;<br />
 <img src='http://www.matteocarli.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Check its URL too &#8220;http://www.yoursite.com/guard.php&#8221;, if it is ok</p>
<p>For Windows based websites that use ASP:<br />
1) Download the attachment named &#8220;guard.zip&#8221;<br />
2) Extract file &#8220;guard.asp&#8221;<br />
3) Login to your site Control panel.<br />
4) Open &#8220;File Manager&#8221; window.<br />
5) Go through &#8220;wwwroot&#8221; directory<br />
6) Choose &#8220;Upload Files&#8221;<br />
7) Upload the file &#8220;guard.asp&#8221;<br />
 <img src='http://www.matteocarli.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Check its URL too &#8220;http://www.yoursite.com/guard.asp&#8221;, if it is ok</p>
<p>Thank you for using our services and products. We look forward to providing you with a unique and high quality service.</p>
<p>Best Regards</p>
<p>#Nome dell&#8217;ISP#</p></blockquote>
<p>L&#8217;attacco Ã¨ stato rilevato per la prima volta l&#8217;8 Febbraio 2007 (<a href="http://www.solidspace.com/SMB/NetworkMaintenance.asp">Solid Space</a> &#8211; <a href="http://www.bluehostforum.com/showthread.php?t=5650">Bluehost</a>) mentre i principali blog ne stanno parlando solo negli <a href="http://isc.sans.org/diary.html?storyid=2277">utlimi giorni</a>.</p>
<hr />
<p><small>Â© <a href="http://www.matteocarli.com">Matteo Carli</a> - <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">Creative Commons 2.5 (by-nc-sa)</a></small></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Proteggere il proprio busineess tramite l&#8217;User-agent dei browser</title>
		<link>http://www.matteocarli.com/2007/02/proteggere-il-proprio-busineess-tramite-luser-agent-dei-browser.html</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Feb 2007 00:33:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Carli</dc:creator>
				<category><![CDATA[(In)Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[BSD]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Mac OS]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Web Apps]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni giorni fa volendo scaricare la registrazione di uno speech tenuto da un amico mi sono imbattuto in MegaUpload, uno dei tanti servizi per l&#8217;upload pubblico. Aprendo con Firefox il link, passato dall&#8217;amico, mi si Ã¨ presentata la pagina che invita ad installare la toolbar di MegaUpload la quale informa che: Tutti gli slot di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni giorni fa volendo scaricare la registrazione di uno speech tenuto da un amico mi sono imbattuto in MegaUpload, uno dei tanti servizi per l&#8217;upload pubblico.</p>
<p>Aprendo con Firefox il link, passato dall&#8217;amico, mi si Ã¨ presentata la <a href="http://www.megaupload.com/toolbar/it/">pagina che invita ad installare la toolbar di MegaUpload </a>la quale informa che:</p>
<blockquote><p>Tutti gli slot di download assegnati al tuo paese ([PAESE]) sono attualmente in uso. Riprova tra qualche ora o installa la Megaupload Toolbar per l&#8217;accesso immeditato  â€“ con la toolbar installata non sussistono limitazioni di slot.</p></blockquote>
<p>Poco piÃ¹ sotto sono elencati i requisiti minimi:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Microsoft Windows (98, ME, NT, 2000, XP or Vista)</li>
<li>Microsoft Internet Explorer version 5.0 or greater</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Non volendo, sin da subito, pensare che le slot sono solamente un pretesto per far installare la toolbar, ho cercato di scaricare il file in due momenti diversi della giornata, ma evidentemente le slot, previste da MegaUpload, sono uguali a 0.<br />
Non avendo Windows sulla mia macchina principale ho aperto la macchina virtuale con Windows 2000 Server che utilizzo per <a href="http://sqlninja.sourceforge.net/">i test</a> e ho deciso di installare la toolbar per capirne il comportamento.</p>
<p>Ho aperto il link del file su MegaUpload mentre uno sniffer salvava tutte le richieste HTTP inviate.<br />
Header delle richieste inviate:</p>
<blockquote><p>User-Agent:Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.0; .NET CLR 2.0.50727; <strong>MEGAUPLOAD 1.0</strong>)</p></blockquote>
<p>Capito che l&#8217;User-Agent era l&#8217;unica cosa che la toolbar personalizzava in IE non Ã¨ stato difficile, tramite il <a href="http://wiki.matteocarli.com/tips/osindependet/i_migliori_plugin_per_firefox">plug-in Agent Switcher di Firefox</a> crearne una ad hoc. Si noti che l&#8217;applicazione di MegaUpload controlla solamente che la stringa &#8220;MEGAUPLOAD&#8221; si trovi all&#8217;interno dell&#8217;header User-Agent pertanto Ã¨ possibile utilizzarne anche uno di questo tipo:</p>
<blockquote><p>Mozilla/5.0 (X11; U; Linux i686; it; rv:1.8.1.1) Gecko/20061228 Firefox/2.0.0.1 MEGAUPLOAD</p></blockquote>
<p>Mi rendo conto che ciÃ² che ho spiegato non rappresenta niente di innovativo o particolarmente tecnico, ma ciÃ² che voglio far capire Ã¨ che soprattutto nelle Web-Apps tutti i dati che arrivano dall&#8217;utente, compresi gli header HTTP, non devono mai essere considerati validi di default.<br />
A riguardo si vedano casi di SQL-injection tramite header User-Agent e Referer.</p>
<hr />
<p><small>Â© <a href="http://www.matteocarli.com">Matteo Carli</a> - <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">Creative Commons 2.5 (by-nc-sa)</a></small></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Username e password nel database anti-phishing di Google</title>
		<link>http://www.matteocarli.com/2007/01/username-e-password-nel-database-anti-phishing-di-google.html</link>
		<comments>http://www.matteocarli.com/2007/01/username-e-password-nel-database-anti-phishing-di-google.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 13:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Carli</dc:creator>
				<category><![CDATA[(In)Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[BSD]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Mac OS]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>

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		<description><![CDATA[La societÃ  di sicurezza Finjan ha pubblicato due giorni fa un articolo che fa luce su un pericoloso quanto imbarazzante problema nella blacklist di siti phishing di Google. Secondo quanto spiegato da Finjan, l&#8217;estensione antiphishing di Google, la quale permette la segnalazione di siti sospetti da parte degli utenti, ha inavvertitamente raccolto e reso pubblici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La societÃ  di sicurezza <a target="_blank" href="http://www.finjan.com/">Finjan</a> ha pubblicato due giorni fa <a href="http://www.finjan.com/Pressrelease.aspx?id=1261&#038;PressLan=1230&#038;lan=3">un articolo</a> che fa luce su un pericoloso quanto imbarazzante problema nella blacklist di siti phishing di Google.<br />
Secondo quanto spiegato da Finjan, l&#8217;estensione antiphishing di Google, la quale permette la segnalazione di siti sospetti da parte degli utenti, ha inavvertitamente raccolto e reso pubblici gli id di sessione e alcuni <a href="http://www.finjan.com/objects/pics/google.jpg">indirizzi email e password</a>.<br />
CiÃ² Ã¨ accaduto perchÃ¨ utenti, non molto esperti, hanno segnalato il sito al database solo dopo essere caduti nella &#8220;rete dei pescatori&#8221;. E&#8217; chiaro, quindi, che Google Ã¨ solo responsabile di non aver controllato che le url inserite nel database non contenessero le username e password di ignari utenti.</p>
<p>Google, dopo la segnalazione di Finjan a Gennaio, ha provveduto ad eliminare (non poteva togliere la query string?) dal proprio database antiphishing tutti gli URL contenenti dati che potevano essere utilizati per scopi non leciti.<br />
E&#8217; stata anche rilasciata una nuova versione della toolbar in grado di togliere dall&#8217;url eventuali query string.</p>
<hr />
<p><small>Â© <a href="http://www.matteocarli.com">Matteo Carli</a> - <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">Creative Commons 2.5 (by-nc-sa)</a></small></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>BUffer overflow nel JRE, colpa delle GIF malformate</title>
		<link>http://www.matteocarli.com/2007/01/buffer-overflow-nel-jre-colpa-delle-gif-malformate.html</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jan 2007 23:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Carli</dc:creator>
				<category><![CDATA[(In)Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[BSD]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Mac OS]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel JRE (Java Runtime Environment), la macchina virtuale di Sun necessaria per far girare le applet e le applicazioni Java, Ã¨ stata scoperta una vulnerabilitÃ  che mette a serio rischio gli utenti Web. Il problema deriva da un buffer overflow nel JRE causato da una errata gestisce delle immagini GIF. Attraverso la creazione di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel JRE (Java Runtime Environment), la macchina virtuale di Sun necessaria per far girare le applet e le applicazioni Java, Ã¨ stata scoperta una vulnerabilitÃ  che mette a serio rischio gli utenti Web.</p>
<p>Il problema deriva da un buffer overflow nel JRE causato da una errata gestisce delle immagini GIF. Attraverso la creazione di una speciale immagine malformata, un aggressore puÃ² riuscire ad <strong>eseguire una applet Java con i massimi privilegi</strong>, inclusa, quindi, anche la manipolazione di file locali.</p>
<p>Per riuscire nell&#8217;attacco perÃ² deve essere l&#8217;utente a vistare un sito appositamente creato; ma oramai non Ã¨ difficile nascondere iframe creati appositamente.<br />
Sebbene la falla sia stata <a href="http://www.zerodayinitiative.com/advisories/ZDI-07-005.html">resa pubblica</a> solo di recente da <a href="http://www.zerodayinitiative.com/index.html">Zero Day Initiative</a>, la sua correzione risale allo scorso dicembre: le versioni non vulnerabili di JRE sono la 5.0 Update 10, la 1.4.2_13, e la 1.3.1_19 e l&#8217;ultima versione 6.  Per verificare quale versione di JRE sia installata nel proprio sistema, Ã¨ possibile seguire le istruzioni, contenute nella parte finale, dell&#8217;<a href="http://sunsolve.sun.com/search/document.do?assetkey=1-26-102760-1">advisory di Sun</a>.</p>
<hr />
<p><small>Â© <a href="http://www.matteocarli.com">Matteo Carli</a> - <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">Creative Commons 2.5 (by-nc-sa)</a></small></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Varie vulnerabilitÃ  nel plugin Adobe Acrobat Reader</title>
		<link>http://www.matteocarli.com/2007/01/varie-vulnerabilita-nel-plugin-adobe-acrobat-reader.html</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jan 2007 13:09:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Carli</dc:creator>
				<category><![CDATA[(In)Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefano Di Paola e Giorgio Fedon hanno presentato al ventitreesimo &#8220;CCC Congress&#8221; un paper sulla sovversioni di Ajax. All&#8217;interno del documento Ã¨ stata presentata al pubblico la vulnerabilitÃ , scoperta da Stefano, sul plugin Acrobat Reader che porta ad attacchi UXSS (Universal XSS), UCSRF (Universal CSRF) e CE (code execution). Tutti i documenti pdf aperti con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wisec.it"> Stefano Di Paola</a> e Giorgio Fedon hanno presentato al ventitreesimo &#8220;CCC Congress&#8221; un <a href="http://events.ccc.de/congress/2006/Fahrplan/events/1602.en.html">paper sulla sovversioni di Ajax</a>.</p>
<p>All&#8217;interno del documento Ã¨ stata presentata al pubblico la vulnerabilitÃ , scoperta da Stefano, sul plugin Acrobat Reader che porta ad attacchi UXSS (Universal XSS), UCSRF (Universal CSRF) e  CE (code execution).</p>
<p>Tutti i documenti pdf aperti con il plugin di Adobe all&#8217;interno di Firefox (versione 1.* e 2.*) o Internet Explorer (solo  versione 6) sono vulnerabili agli attacchi sopra riportati. Tutte le piattaforme dove Ã¨ disponibile Adobe Acrobat reader plugin sembrano interessate dal problema.</p>
<p>L&#8217;attacco con impatto piÃ¹ ampio Ã¨ l&#8217;injection di JavaScript:</p>
<blockquote><p>http://path/pdffile.pdf#UXSS=javascript:alert(â€?UXSSâ€?);</p></blockquote>
<p>Non sono il JavaScript puÃ² essere iniettato su host remoti ma anche <a href="http://ha.ckers.org/blog/20070103/pdf-xss-can-compromise-your-machine/">su documenti locali</a>:</p>
<blockquote><p>file:///C:/Program%20Files/Adobe/Acrobat%207.0/<br />
Resource/ENUtxt.pdf#UXSS=javascript:alert(&#8220;XSS&#8221;);<br />
file:///C:/Programmi/Adobe/Acrobat%207.0/Resource/<br />
ENUtxt.pdf#UXSS=javascript:alert(&#8220;XSS&#8221;);</p></blockquote>
<p>(leÂ  URI sono state spezzate per problemi di spazio)<br />
mettendo cosÃ¬ a repentaglio anche la sicurezza locale della macchina. I due esempi riportati sono abbastanza banali ma basta pensare ad un uso malizioso di JavaScript in locale per capire che non sarebbe difficile leggere o scrivere file.</p>
<p>Molte banche che offrono il controllo del proprio conto online hanno dei PDF (sul medesimo dominio) su statistiche o note informativi sui prodotti offerti. Per un attacker non sarebbe difficile tramite <em>document.cookie</em> rubare i cookie di ignari utenti.<br />
Per risolvere il problema lato utente finale Ã¨ necessario <a href="http://www.adobe.com/products/acrobat/readstep2.html">aggiornare alla versione 8</a> il plugin oppure, con Firefox, impostare il donwload dei file PDF.<br />
Lato webmaster invece Ã¨ consigliabile ospitare i file PDF su un dominio diverso dal quello principale oppure forgiare ad arte gli header HTTP in modo che venga forzato il download del PDF.</p>
<p>Maggiori informazioni si trovano <a href="http://www.wisec.it/vulns.php?page=9">sul sito dell&#8217;autore</a> e su <a href="http://www.gnucitizen.org/blog/danger-danger-danger/">GnuCitizen</a>.</p>
<hr />
<p><small>Â© <a href="http://www.matteocarli.com">Matteo Carli</a> - <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">Creative Commons 2.5 (by-nc-sa)</a></small></p>]]></content:encoded>
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