Scontri informatici tra Estonia e Russia

Avevo letto la notizia qualche giorno fa senza dargli peso, oggi passandomi tra le mani un approfondimento ho capito che merita parlarne.

Tutto è iniziato a causa dello spostamento di una statua eretta alla fine della seconda Guerra Mondiale in memoria dei soldati dell’Armata rossa caduti nella liberazione dell’Estonia dall’invasione nazista. La repubblica estone perse la propria indipendenza per mano sovietica nel 1939 in seguito del Patto Molotov-Ribbentrop, riguadagnandola solo nel 1991. La rimozione della statua, dettata da una legge del 2006 contro la pubblica esibizione di monumenti rappresentanti l’occupazione sovietica, ha causato l’indignazione della minoranza russa in Estonia e del senato Russo e successivamente un attacco DDoS su larga scala.

L’attacco informatico iniziato il 27 Aprile scorso, ha preso di mira, come spiegato da Hillar Aarelaid del CERT Estone, siti Web di banche, scuole e quello del primo ministro causando non pochi danni all’interno della nazione.
Secondo Jose Nazario, l’attacco DDoS è stato fatto tramite tre diverse tecniche: ICMP floods, TCP SYN floods e floods tramite richieste generiche. Sembra che tra le sorgenti di attacco (presumibilmente una botnet) vi sia oltre a Brasile, Canada, U.S. e Vietnam anche la Russia.
In un primo momento era stato puntanto il dito contro il governo Russo, ma più approfondite analisi hanno portato a pensare che vi fossero “semplici” cittadini (nazionalisti) dietro gli attacchi. Fatto sta che il CERT Estone riceverà l’aiuto niente meno che dalla NATO (North Atlantic Treaty Organization, tengo a sottolineare). Lo scopo dell’organizzazione internazionale, nata da una temuta invasione sovietica dell’Europa occidentale, è riassunto in maniera esaustiva nell’articolo 5 del Trattato Atlantico:

Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’ari. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale. Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali.

Siamo di fronte ad un pezzo di storia?

 

2 Commenti a 'Scontri informatici tra Estonia e Russia'

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  1. Il nazionalismo dei russi é incredibile, mi torna in mente una frase di un composto ragazzo estone di etnia russa intervistato da un TG finlandese, qualche giorno dopo l’abbattimento della statua: “La Russia non dimentica e non perdona”.
    Le tensioni Estonia-Russia si son sentite anche in Finlandia, la quale schierandosi con l’estonia ha avuto immediatamente problemi commerciali, ad esempio un mini-embargo dell’esportazione del pollame finlandese accusato di contenere salmonella (ovviamente non era vero) e soprattutto grossi problemi anche nell’importazione di gas naturale ed energia.
    Mah, avranno nostalgia della guerra fredda?

  2. nicola

    I RUSSI VOGLIONO COMANDARE IL MONDO COME GLI AMERICANI E I CINESI , IL PROBLEMA È CHE I RUSSI ESSENDO GENIALI IN MODO PROPORZIONALE ALLA LORO STUPIDITÀ CAUSERANNO GROSSI PROBLEMI AL RESTO DEL MONDO , IMMAGINATEVI QUALCHE SOLDATO RUSSO UBRIACO DI VODKA CON AFFIANCO UN TASTINO ROSSO CHE CONTROLLA QUALCHE BASE MISSILISTICA DI PORTATA NUCLEARE IN QUALCHE ZONA SPERDUTA DELLE STEPPE CAUCASICHE!!
    VI IMMAGINATE!!
    QUESTA È LA RUSSIA!!

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