Decreto Gentiloni contro la pedopornografia in rete

Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha firmato un Decreto per contrastare il fenomeno della pedopornografia in rete. Il decreto, realizzato di concerto col Ministero per le Riforme e le innovazioni nella Pubblica Amministrazione, entrerà in vigore tra 60 giorni. In questo arco di tempo gli Internet Provider dovranno dotarsi di sistemi in grado di oscurare entro 6 ore dalla comunicazione ricevuta, i siti che diffondano, distribuiscano o facciano commercio di immagini pedopornografiche.

Nel decreto, formato da 8 articoli, del Ministero delle Comunicazioni è disposto in particolare che gli Internet Provider si dotino dei sistemi per oscurare i siti incriminati, secondo i requisiti stabiliti nel provvedimento stesso, entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale al livello minimo di «nome del dominio» ed entro 120 giorni dalla stessa data a livello di «indirizzo IP ». Ogni 6 mesi si procederà poi al controllo dei risultati ottenuti, alla verifica delle tecnologie adottate e della loro congruenza con gli obiettivi della legge.

Premesso che sono completamente favorevole alla finalità del Decreto ci sono alcuni particolari di esso che mi fanno sorgere dubbi in merito alla fattibilità di quanto previsto. In prima i siti verranno segnalati per dominio o in casi più gravi per indirizzo IP. Nel secondo caso, un blocco potrebbe comportare la “censura” di altri centinaia (VirtualHost) di siti Web che hanno in comune con il sito incriminato solo il server di residenza. Altro caso sarebbe utilizzo di un indirizzo IP dinamico da parte del sito segnalato. In ultima analisi, quale sarebbe il modus operandi se fosse uno spazio “pubblico” (come YouTube, Google Video, Flickr, Blogger.com …) a ospitare il materiale illegale di un utente?
Penso che azioni di questo tipo siano volte a prottegere i semplici navigatori, sopratutto i bambini, piuttosto che combattere i pedofili sempre più organizzati e competenti.

 

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