Passaporto elettronico Inglese compromesso

The Guardian ha pubblicato un articolo riguardante la compromissione della sicurezza dei passaporti Inglesi con RFID.
L’articolo, avendo fatto molto “rumore”, è stato poi ripreso da quasi tutti i mass-media (anche Italiani).

Riporto una parte dell’articolo tradotta in Italiano:

Gli standard per i nuovi passaporti sono stati dati dall’International Civil Aviation Organisation (ICAO) nel 2003 e sono adottati dai paesi rinucianti (al visto consolare. NdR) e dagli Stati Uniti. L’ICAO suggerì di inserire nel passaporto i dati biometri del volto; tuttavia i paesi potranno inserire le impronte digitali nel futuro. Tutti questi dati sono salvati su un microchip chiamato Radio Frequency Identification (RFID), che può essere interrogato, da una limitata distanza, tramite onde radio. Microchip simili si trovano normalmente in vendita e vengono utilizzati per il controllo industriale.

Sortunatamente l’ICAO suggerì che la chiave necessaria per l’accesso ai dati, salvati sul microchip, doveva essere compresa da, nel seguente ordine, il numero di passaporto, la data di nascita della persona e di scadenza del passaporto, le quali sono comprese nella pagina, del passaporto, chiamata “machine readable zone”. Quando un ufficiale di stato passa un passaporto attaverso il lettore, questo genera la chiave, che gli permette di comunicare con l’RFID. I dati contenuti, comprendenti anche la foto del possessore, sono visualizzati sullo schermo dell’ufficiale. A questo punto, si suppone che il documento sia autentico e super-sicuro. E, come vedremo più avanti, questo è molto importante.

Per maggiori informazioni invito a leggere l’articolo originale.

 

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